La Corte Suprema ridisegna le elezioni di metà mandato a favore di Trump e dei Repubblicani

Le elezioni di novembre si decidono anche nelle aule dei tribunali

Il controllo del Congresso sarà determinato a novembre, ma due delle battaglie più decisive potrebbero svolgersi ben lontano dalla campagna elettorale. Due casi legati alle elezioni, attualmente all’esame della Corte Suprema degli Stati Uniti, rischiano di ridisegnare le regole del voto e il finanziamento delle campagne elettorali a pochi mesi dalle urne.

Le decisioni sono attese per la fine di giugno e potrebbero offrire ai Repubblicani un vantaggio ulteriore nella loro battaglia per mantenere le esigue maggioranze in entrambe le camere del Congresso.

Una sentenza sul diritto di voto già cambia le carte in tavola

I Repubblicani avevano già ottenuto una vittoria legale importante all’inizio di quest’anno, quando la Corte Suprema ha indebolito una parte del Voting Rights Act, la legge federale a tutela del diritto di voto. Gli esperti legali ritengono che quella sentenza abbia aperto la strada agli Stati a guida repubblicana per ridisegnare i distretti congressuali in modo da migliorare le prospettive elettorali del partito.

Secondo gli analisti, questa ridefinizione dei confini distrettuali potrebbe aiutare i Repubblicani a conquistare diversi seggi alla Camera dei Rappresentanti attualmente detenuti dai Democratici. Travis Crum, professore di diritto alla Washington University di St. Louis, ha definito la sentenza una vera e propria “benedizione per i Repubblicani”.

Il voto per corrispondenza nel mirino della Corte

Un altro caso molto seguito riguarda i voti per corrispondenza nel Mississippi. La legge statale attualmente consente il conteggio delle schede timbrate entro il giorno delle elezioni e ricevute nei cinque giorni lavorativi successivi.

I funzionari repubblicani vogliono abolire questo sistema, sostenendo che la legge elettorale federale imponga la ricezione delle schede entro e non oltre il giorno del voto. Durante le argomentazioni orali tenute in precedenza, diversi giudici della Corte Suprema sono sembrati simpatizzare con questa posizione.

Le conseguenze di una simile decisione, però, andrebbero ben oltre il Mississippi. Più di una dozzina di Stati contano attualmente alcune schede che arrivano dopo il giorno delle elezioni, purché siano state spedite in tempo.

I Democratici avvertono che modificare queste regole potrebbe penalizzare il personale militare di stanza all’estero, gli anziani, le comunità rurali e i cittadini residenti fuori dagli Stati Uniti. Gli avvocati del Democratic National Committee hanno sostenuto che l’eliminazione di tali periodi di grazia potrebbe avere “conseguenze catastrofiche” per milioni di elettori.

Il finanziamento delle campagne elettorali al centro del secondo caso

Un altro caso portato davanti alla Corte potrebbe trasformare radicalmente il lato finanziario delle elezioni americane. Il vicepresidente JD Vance e altri esponenti repubblicani contestano le restrizioni sulle spese coordinate tra i partiti politici e i candidati.

Le norme vigenti fissano dei limiti a quanto i partiti possono spendere in collaborazione diretta con le campagne elettorali. I Repubblicani sostengono che tali restrizioni violino le tutele costituzionali sulla libertà di espressione. Durante le udienze, i giudici conservatori si sono mostrati recettivi a questa argomentazione.

Un’eventuale sentenza favorevole ai Repubblicani potrebbe liberare flussi di denaro elettorale significativamente più consistenti.

I Repubblicani partono già con un vantaggio finanziario

I rapporti finanziari suggeriscono che i Repubblicani siano particolarmente ben posizionati per trarre vantaggio da un allentamento delle regole sulle spese elettorali. Tre grandi comitati repubblicani avevano in cassa circa 251 milioni di dollari alla fine di aprile, senza alcun debito.

Le organizzazioni democratiche comparabili disponevano di circa la metà di quella cifra, con l’aggravante di avere debiti da onorare.

Timothy Johnson, politologo all’Università del Minnesota, ha affermato che una decisione favorevole potrebbe consentire il coordinamento tra i comitati di partito e i candidati quasi immediatamente. “C’è sicuramente un vantaggio monetario sul fronte repubblicano per quanto riguarda i comitati di partito”, ha dichiarato Johnson. “Non appena arriverà quella sentenza, potrebbe esserci coordinamento tra questi comitati e i candidati quasi immediatamente.”

Le posta in gioco alle elezioni di metà mandato continua a crescere

I Repubblicani affrontano questo ciclo elettorale dovendo difendere maggioranze risicate sia alla Camera che al Senato. Ai Democratici basterebbero risultati modesti per riprendere il controllo di una o entrambe le camere, creando ostacoli significativi all’agenda legislativa di Trump.

I venti contrari per i Repubblicani restano concreti: i sondaggi di gradimento di Trump sono in calo e gli elettori nutrono preoccupazioni sulle ricadute economiche del conflitto con l’Iran. Le sentenze della Corte Suprema attese nelle prossime settimane potrebbero quindi rivelarsi decisive nel determinare quanto sarà combattuta la battaglia per il Congresso prima che gli americani si rechino alle urne in novembre.

Author

  • Benedetta è in assoluto la regina della cucina casalinga in Italia. Nata e cresciuta in campagna, ha iniziato condividendo su YouTube le ricette della sua famiglia e i segreti della nonna. Il suo motto è "provare per credere": propone piatti con ingredienti semplici, economici e alla portata di tutti, unendo spesso consigli su come organizzare la dispensa o pulire la casa con metodi naturali.

Scroll to Top