San Nicola di Bari a Ostia: i catechisti sono la vera forza

San Nicola di Bari a Ostia: i catechisti sono la vera forza

D’estate il lungomare di Ostia è pieno tutte le sere e il sole tramonta accarezzando la pineta di via Passeroni, dove si trova la parrocchia intitolata a San Nicola di Bari. Qui, venerdì scorso, il cardinale vicario Agostino Vallini è stato accolto dalla comunità e ha presieduto, dopo l’assemblea con gli operatori pastorali, una Messa solenne.

Eretta dal cardinale vicario Ugo Polenti nel 1981, la parrocchia è da un paio di mesi amministrata da don Roberto Visier Cabezudo, spagnolo, classe ‘69, dell’istituto secolare dei Servi della Trinità, fino a settembre scorso cappellano universitario a Tor Vergata: «Questa è una parrocchia giovane, con tanti bambini, gruppi di adolescenti. La realtà sociale è difficile, le famiglie sono semplici e le problematiche forti, la disoccupazione morde. Nella pineta vicina cerca rifugio una forte componente di stranieri».

«Nel quartiere vivono circa 10mila abitanti, soprattutto persone che lavorano all’aeroporto - spiega don Roberto - o legate alla Guardia di Finanza, poiché in zona vi è un’accademia». Infatti, in origine, la parrocchia San Nicola di Bari era una cappella delle Fiamme Gialle, e si chiamava Santa Maria Stella Maris. Poi, nonostante l’edificazione di una nuova parrocchia in questa zona, la popolazione, racconta don Roberto, «ha mantenuto in vita questa chiesa, chiamandola come una piccola cappella che si trova vicino al mare, San Nicola al borghetto dei pescatori. Ora in chiesa abbiamo sia la Madonna che San Nicola». L’edificio sacro non è spaziosissimo, e a volte non basta a contenere i fedeli, specie in occasione delle Comunioni: «Materialmente c’è bisogno di alcune cose, come restaurare il tempio e rifare gli uffici».

Il catechismo si svolge nei prefabbricati, ma nessuno si perde d’animo: «Ci sono almeno una trentina di catechisti impegnati e generosi, vera forza della parrocchia, animata da una comunità entusiasta e con tanta voglia di lavorare». La carità, ad esempio, è una priorità per il gruppo vincenziano, «che cura il centro di ascolto, visita le famiglie e distribuisce alimenti», ed è numeroso il gruppo degli Scout d’Europa.

Non mancano, inoltre, i momenti di spiritualità: «Ospitiamo il gruppo di preghiera di Padre Pio e del Rinnovamento nello Spirito, ogni settimana si tiene una lectio divina, il sabato, meditando sul Vangelo della domenica, e il giovedì c’è l’appuntamento con l’adorazione eucaristica».

La parrocchia di San Nicola di Bari è punto di ritrovo per la comunità polacca e per quella ucraina, che si riunisce nella cappella del borghetto per la Messa di rito bizantino cattolico. In generale, «le Messe sono frequentate da persone avanti con l’età», spiega Mario Del Secco, sessant’anni, collaboratore parrocchiale, confessando che la visita del cardinale Vallini «ha riempito tutti di gioia e di carica, per andare avanti e migliorare». Consapevoli che «c’è tanto da fare, soprattutto coi giovani», gli fa eco don Roberto: «Vorrei dare il via all’Azione cattolica, riattivare il campo di bocce, riaprire l’oratorio, che ha il ping pong, i biliardini, il campo per giocare a calcetto. E stiamo cercando di formare bene i catechisti, perché è importante che, chiamati a educare gli altri, godano di una vita interiore più profonda».

 

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