Le news di San nIcola

Foglio n. 168 - VI Domenica di Pasqua

Foglio n. 168 - VI Domenica di Pasqua
Se mi amate, osserverete i miei comandamenti

21 maggio 2017 – VI Domenica di Pasqua (A)

Queste parole sono prese dall’ampio discorso riportato dal quarto Vangelo (cf Gv 13,31-17,26), che Gesù ha rivolto ai suoi apostoli dopo l’ultima cena. Viene in luce che l’osservanza dei suoi comandamenti ci fa rimanere nell’amore.

Esse richiamano un versetto precedente, in cui Gesù dice ai suoi apostoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” ove viene in luce che l’amore per Gesù deve essere il movente, la radice da cui deve partire l’osservanza dei suoi comandamenti.

Ne risulta così una circolarità tra l’amore per Gesù e l’osservanza dei suoi comandamenti. L’amore per Gesù ci spinge a vivere sempre più fedelmente la sua parola; nello stesso tempo la parola di Gesù vissuta ci fa rimanere, e quindi ci fa crescere sempre più nell’amore per Lui.

Rimanere, dunque, nel suo amore. Ma che cosa vuol dire Gesù con questa espressione? Senza dubbio vuol dire che l’osservanza dei suoi comandamenti è il segno, la prova che siamo suoi veri amici; è la condizione perché anche Gesù ci ricambi e ci assicuri la sua amicizia.

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Foglio n. 167 - V Domenica di Pasqua

Foglio n. 167 - V Domenica di Pasqua
Io sono la via, la verità e la vita

14 maggio 2017 – V Domenica di Pasqua (A)

Questa domenica, ventiquattro bambini della nostra parrocchia prendono per prima volta la Santissima Eucaristia, il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù nostro Signore.

Gruppo di CRISTINA P. e CINZIA Serena, Aurora, Valeria, Samuele, Emma, Giorgia, Emma, Angelica, Alessandro, Christian, Daniele, Davide, Sofia, Greta.

Gruppo di ANNA e DONATELLA Luca, Alessandro, Mirko, Patrizio, Maurizio, Marco, Alice, Jasmine, Gabriele

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Foglio n. 166 - IV Domenica di Pasqua

Foglio n. 166 - IV Domenica di Pasqua
Il Signore è il mio pastore non manco di nulla

7 maggio 2017 – IV Domenica di Pasqua (A)

Questa domenica, ventiquattro bambini della nostra parrocchia prendono per prima volta la Santissima Eucaristia, il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù nostro Signore.

 

Gruppo di FIORELLA e FRAIRA Lorenzo, Daniele, Riccardo, Valerio, Alice, Sara, Giulia, Gabriele, Giulia, Roberto, Alessandro, Carlo Alberto e Roberto.

 

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Foglio n. 165 - III Domenica di Pasqua

Foglio n. 165 - III Domenica di Pasqua
Resta con noi perché si fa sera

30 aprile 2017 – III Domenica di Pasqua (A)

La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”.

L’inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso.

La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo.

Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall’evento Gesù, il Crocifisso. L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda. Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero. Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato.

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Foglio n. 164 - II Domenica di Pasqua

Foglio n. 164 - II Domenica di Pasqua
Gesù misericordioso Confido in te

23 aprile 2017 – II Domenica di Pasqua (A)

Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa." (Gesù a S. Faustina Kowalska).

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre".

Sarà Giovanni Paolo II ad accogliere pienamente questa richiesta di Gesù. Il 30 aprile 2000, con la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, Giovanni Paolo II istituisce ufficialmente la festa della Divina Misericordia per tutta la Chiesa, fissandone la data la seconda domenica di Pasqua.

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Foglio n. 163 - Risurrezione del Signore

Foglio n. 163 - Risurrezione del Signore
Cristo è risorto! Alleluia!

16 aprile 2017 – Risurrezione del Signore (A)

La Risurrezione è il culmine dell’Incarnazione.

Essa conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore.

Inoltre, il Risorto, vincitore del peccato e della morte, é il principio della nostra giustificazione e della nostra Risurrezione: fino d’ora ci procura la grazia dell’adozione filiale, che è reale partecipazione alla sua vita di Figlio unigenito; poi, alla fine dei tempi, egli risusciterà il nostro corpo.

(Compendio Catechismo 131)

Foglio n. 123 - VI Domenica di Pasqua

Foglio n. 123 - VI Domenica di Pasqua
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui

1 maggio 2016 – VI DOMENICA DI PASQUA (C)

Un’antica leggenda racconta che san Giovanni evangelista, vecchio e ormai sul suo letto di morte, continuava a mormorare: “Figli miei, amatevi gli uni gli altri, amatevi gli uni gli altri...”.

Questo testamento di Gesù, che egli ci ha trasmesso, era per lui molto importante. E, certamente, questo amore non era facile nemmeno in quei tempi. Non è mai così necessario parlare d’amore come là dove non ce n’è.

È la stessa cosa che succede per la pace: non si è mai parlato tanto di pace come oggi, e intanto si continua a fare la guerra in moltissimi luoghi.

Ma, proprio su questo punto, il Vangelo di Giovanni pone un’importante distinzione: c’è una pace di Gesù e un’altra pace, data dal mondo.

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Foglio n. 122 - V Domenica di Pasqua

Foglio n. 122 - V Domenica di Pasqua
Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri

24 aprile 2016 – V DOMENICA DI PASQUA (C)

Il Vangelo di oggi ci trasmette il testamento di Gesù. È diretto ai suoi discepoli, turbati dalla partenza di Giuda.

Ma è anche diretto ai numerosi discepoli che succedono a loro e vivono il periodo di Pasqua alla ricerca di un orientamento. Sono soprattutto essi che trovano qui una risposta alle loro domande: Che cosa è successo di Gesù? Ritornerà? Come incontrarlo? Che cosa fare adesso? Sono alcune delle domande che capita anche a noi di fare

In fondo, il Vangelo ci dà una risposta molto semplice: è un nuovo comandamento: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati”. Ma se ci si dedica a seguire questo comandamento, ci si accorge molto presto che l’amore non si comanda.

Eppure, se si è capaci di impegnarsi ad amare il proprio prossimo per amore di Gesù - come egli stesso ha fatto - si trova ben presto la risposta a parecchie altre domande. Ci si rende conto che il cammino di Gesù è un cammino di vita, per lui ma anche per molte altre persone intorno a lui.

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Foglio n. 121 - IV Domenica di Pasqua

Foglio n. 121 - IV Domenica di Pasqua
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono

17 aprile 2016 – IV DOMENICA DI PASQUA (C)

Donandoci, per mezzo del battesimo, di far parte della Chiesa, Gesù ci assicura di conoscerci uno per uno. La vocazione battesimale è sempre personale, e richiede una risposta di responsabilità in prima persona. Ci sentiamo sicuri, nella Chiesa, perché Gesù è sempre con noi, e ci chiama e ci guida con la voce esplicita del Papa e con i suggerimenti interiori che ci aiutano a riconoscerla e a corrispondervi.

Se restiamo nella Chiesa, con il Papa, non andremo mai dispersi, perché Gesù ci conosce per nome e ha dato la sua vita per salvarci. Quella vita che si comunica a noi, pegno di eternità, nell’Eucaristia degnamente ricevuta. Non dobbiamo aver paura di nulla. Attraverso Gesù entriamo in comunione con il Padre, partecipiamo alla vita trinitaria. I pericoli esterni non ci turbano: dobbiamo temere soltanto il peccato che ci seduce a trovare altre vie, lontane dal percorso del gregge guidato da Gesù. La nostra personale fedeltà alla voce del Pastore contribuisce all’itinerario di salvezza che la Chiesa guida nel mondo, e da essa dipende la nostra felicità.

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Foglio n. 120 - III Domenica di Pasqua

Foglio n. 120 - III Domenica di Pasqua
Signore, tu lo sai che ti voglio bene Pasci i miei agnelli

10 aprile 2016 – III DOMENICA DI PASQUA (C)

È la terza volta che Gesù si manifesta ai suoi, dopo la risurrezione. Egli si ferma sulla riva del lago a cuocere il pesce per loro, e a presentarsi ancora come uno che serve, perché il Risorto è tutto Amore. Ed è sull’amore che interroga Pietro. Non è un esame, ma solo una triplice affettuosa richiesta, all’uomo che per tre volte l’aveva rinnegato e che ciò nonostante doveva essere la prima pietra della sua Chiesa.

Di fronte alla debolezza di Pietro, soggetto ad alti e bassi, come un po’ tutti noi poveri mortali, si erge maestosa e commovente la fedeltà adamantina di Gesù all’uomo che aveva scelto.

Ma a tutti noi quel dialogo umano fra Gesù e Pietro dice anche qualcosa di estremamente consolante. Ci dice cioè che, se erriamo, Gesù, una volta ravveduti, non ricorda il nostro sbaglio e vede in noi solo quello splendido disegno per il quale Dio ci ha creato. Questa è la misericordia di Dio! Pietro, forgiato dalle umiliazioni della tristissima prova fallita, si abbandona totalmente a Gesù. Come lui, anche noi esaminiamo il nostro cuore, per potergli dire e ripetere spesso: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo” (Gv 21,16).

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